Le aste sono disponibili solo online causa COVID-19 Avviso
thumb
thumb
thumb
ASTA N. 134

lotto 67

  • Tafuri Raffaele (Salerno 1857 - Venezia 1929)
    Intimità domestica
    olio su tela, cm 36x55
    firmato in basso a sinistra: R.le Tafuri

    Se per fortuna già da alcuni anni una nuova critica d’arte si è mostrata più sensibile a certi movimenti e certe scuole rispetto a chi l’aveva preceduta, ed è stata così possibile la (ri)scoperta del grande secondo Ottocento napoletano (tanto in pittura che in scultura), ancora molti autori campani di un tempo attendono un riconoscimento adeguato del proprio lavoro.
    Raffaele Tafuri è certo fra questi ultimi, sebbene vada detto che la sua personalità alquanto schiva già contribuì quand’egli era ancora in vita a non farlo assurgere alla ribalta fra i suoi contemporanei.
    Raffaele nacque a Salerno nel 1857, erede di una stirpe di decoratori che ne segnò irrimediabilmente gli interessi artistici nonché la prima formazione. A Napoli per studiare presso il Real Istituto di Belle Arti, ivi subì le influenze delle nascenti poetiche del vero sostenute da Domenico Morelli e Filippo Palizzi, nonché frequentò lo studio di Stanislao Lista, che una simile temperie artistica andava conducendo in scultura. A Venezia nel 1886 per un breve periodo, Tafuri vi si trasferì definitivamente nel 1896 (ma non mancarono soggiorni nelle terre natie), collaborando con Giacomo Favretto e Guglielmo Ciardi: la produzione artistica del Nostro non poté allora non risentire delle ricerche luministiche tipicamente veneziane, ed appunto in questa sua ultima fase artistica venne a costituirsi un curioso connubio fra queste tendenze locali ed il bagaglio culturale (attento cioè al sapiente e vario uso dei colori) di scuola napoletana.
    Gli olii (talvolta acquerelli) di Raffaele Tafuri riguardano per lo più una pittura di paesaggio che come si è detto risente prima della grande tradizione napoletana e poi di quella veneziana, sovente mescolandone infine gli aspetti più peculiari. Più rara è la pittura di interni e di genere, spesso risalente agli anni della gioventù, sebbene la più tarda collaborazione con Favretto spinse alla realizzazione di alcune scene di schietta narrativa popolaresca. Che si voglia datare l’opera proposta all’una o l’altra fase nella produzione dell’autore, resta comunque ben evidente l’adesione ai dittami della pittura dal vero, con pure un vago afflato verista che tuttavia è presto soffocato dalla sincera gioia che illumina e pare scaturire dai volti dei soggetti raffigurati, legati da un’intima confidenza.

Stima €4000 - €7000
Informazione asta 01/12/2018 18:00