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ASTA N. 134

lotto 63

  • Scoppetta Pietro (Amalfi, SA 1863 - Napoli 1920)
    Allo specchio
    olio su tela, cm 40x30
    firmato, iscritto e datato in alto a destra: P. Scoppetta Napoli 1919
    a tergo cartiglio: Mostra Retrospettiva per il centenario della nascita del Pittore Scoppetta

    Provenienza: Già Coll. dell'artista; Coll. privata Reggio Emilia

    Esposizioni: Amalfi 1963

    Bibliografia: Celebrazione del centenario del pittore Pietro Scoppetta. Mostra retrospettiva negli Antichi Arsenali della Repubblica di Amalfi (29 Giugno - 28 Luglio 1963), cat. della mostra, Stamperia Napoletana, Napoli 1963, pag. 53 n. cat. 11

    Collocandosi fra due secoli, la figura di Pietro Scoppetta fu animata da tendenze, personali quanto artistiche, sostanzialmente divergenti fra loro.
    Innanzitutto l’artista fu infatti erede delle poetiche che andavano perseguendo una stretta rappresentazione del vero, che allo Scoppetta inizialmente giunsero filtrate dagli insegnamenti di Gaetano Capone prima e da Giacomo di Chirico poi quando il Nostro ancora bazzicava fra gli scenari della nativa Amalfi e della sua costiera; al termine del periodo di leva militare fu invece più propriamente la grande scuola pittorica della città di Napoli, con i suoi prestigiosi rappresentanti (Edoardo Dalbono su tutti), ad influenzare certe scelte tematiche e stilistiche dell’artista amalfitano.
    A Napoli tuttavia come s’è accennato aleggiava uno spirito tutto nuovo che sgomitava per affrancarsi dalla pesante eredità del passato; s’andavano cioè diffondendosi in città le prime tendenze Liberty, con rinnovata attenzione alle arti applicate ed a quelle grafiche, e Scoppetta, appassionato disegnatore, non poté restarne immune: fin da allora pertanto la sua pennellata si fece particolarmente rapida e sintetica , e la sua tavolozza si ridusse ad una esigua cerchia di colori.
    Naturale conseguenza di quella che potrebbe considerarsi una vaga, partenopea belle époque non poté che consistere nel viaggio verso l’effettivo centro di questa tendenza, ovvero Parigi: seguendo l’esempio di tanti suoi predecessori Scoppetta vi si trasferì negli anni di Carlo Brancaccio, Ulisse Caputo, Lionello Balestrieri, Raffaele Ragione e Vincenzo La Bella; il Nostro non s’arrestò comunque alla capitale francese, poiché continuò i suoi viaggi in tutta Europa sempre alla ricerca di soggetti eleganti da tratteggiare rapidamente all’interno del proprio taccuino.
    Protagonista d’eccezione dei disegni e delle tele di Scoppetta è la donna, tanto raffigurata spontanea ed in una più solitaria intimità che declinata nelle più ricercate mises e con i più raffinati sfondi metropoliti. L’opera proposta riesce a conciliare questi due afflati, descrivendoci un istante di vita privata di una elegante dama della borghesia cittadina.

Stima €2800 - €4200
Informazione asta 01/12/2018 18:00