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ASTA

lotto 95

  • Mancini Antonio (Albano Laziale 1852 - Roma 1930 ) La spagnola olio su tela cm 140x70 firmato,iscritto e datato in alto a destra: A.Mancini Frascati 914

    Nell’anno di esecuzione di questa tela Antonio Mancini era – lui stesso tiene a farcelo sapere – a Frascati. S’era già verificato dunque l’abbandono praticamente definitivo dell’adottiva Napoli (l’artista vi tornò solo nel ’23) a seguito di una nuova crisi psichica (non è chiaro per quale traumatica motivazione), già avvenuta era pure l’improvvisa e scioccante separazione dal padre Paolo, unico sostegno del pittore nei suoi momenti più bui; ancora nelle difficoltà economiche dovute al recente trasferimento a Roma, predato da meschini affaristi pronti a privarlo per pochi spicci dei capolavori presenti nel suo studio, il Mancini trovò rinnovata protezione in Peppino Giosi, raffinato mercante locale, il quale – si può dirlo senza errore – rivoluzionò la vita dell’artista, curandone non solo gli affari ma anche la vita sociale (ridotti furono, in realtà, i rapporti con gli avventori per non sollecitare la delicata personalità del pittore). Ecco nuovamente allora la sospirata serenità per Antonio, ecco il soggiorno di Frascati durante il quale, lo raccontò pare Giuseppe Casciaro, all’autore mancò terribilmente proprio l’amico Giosi, primo pensiero al ritorno a Roma.
    Anche stilisticamente parlando siamo dunque lontani dal (primo) periodo napoletano, dai guappetielli, dagli ultimi, dalla miseria, ora che le figure umane, meticolosamente riportate sulle tele grazie all’uso di un caratteristico doppio reticolato che resta (come nel caso proposto) molto spesso visibile al di sotto della superficie pittorica dei quadri romani, si fanno più ricche, voluminose, pesanti, e paiono quasi fuoriuscire dallo spazio della rappresentazione ed invadere quello dell’osservatore grazie a pennellate fortemente materiche, quasi schizzi distribuiti direttamente dal tubetto di pittura, alternativa tutta caratteristica del Mancini alle più tradizionali mezze tinte per la resa dei chiaroscuri, che risultano così assai più realistici; ad animare ulteriormente la composizione l’autore pure prese ad inserire nel medium frammenti d’altri materiali, tutti comunque fortemente riflettenti (qui capita rinvenire qualche pezzetto metallico, ad esempio), per inondare di nuova e concreta luce le sue ultime, meravigliose opere.

Stima €25000 - €35000
Informazione asta 26/05/2016 19:00