Palizzi Giuseppe (Lanciano, CH 1812 - Passy 1888) L'abbeveratoio olio su tavola, cm 46x37 firmato, datato e iscritto in basso a sinistra: G. Palizzi 51 ParisL’opera proposta si data a pochi anni dopo il noto trasferimento di Giuseppe Palizzi in Francia, dopo gli aspri scontri che lo video opposto nell’ambiente napoletano a Gabriele Smargiassi tanto sul piano politico che su quello estetico: da fratello di Filippo infatti, Giuseppe non poté non condividerne i nuovi e rivoluzionari ideali di aderenza al vero, ed anzi finì per farne da tramite con le contemporanee tendenza d’oltralpe, allorché il nostro stabilitosi a Passy, presso la foresta di Fontainebleau, entrò in contatto per poi stringere una solida amicizia con i membri della giovane scuola di Barbizon provenienti da Marlotte. L’aderenza agli ideali barbisonnier, sorprendentemente simili in fondo a quanto Filippo Palizzi portava avanti a Napoli, si tradussero tuttavia nei dipinti di Giuseppe in uno stile pittorico a piccole taches di colore che non furono mai proprie del fratello minore, e che sono appunto ben visibili nella tela in asta; qui poi oltre all’ispirazione corottiana condivisa ovviamente da un po’ tutti gli artisti di Fontainebleau s’intravede anche l’influenza del caposcuola Jean-François Millet nel soggetto contadino col tipico caseggiato locale. L’atmosfera generale risulta tuttavia non scevra di un certo lirismo che l’autore conservò quasi sempre all’interno della propria produzione e che egli ereditò con ogni probabilità da quella scuola di paesaggio ancora romantica di cui Smargiassi fu rappresentante e dalla quale Giuseppe Palizzi tentò, evidentemente invano, di affrancarsi.