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  • Scoppetta Pietro (Amalfi, SA 1863 - Napoli 1920) Caffè de la Paix olio su tela cm 39x63 firmato e iscritto in basso a sinistra: P. Scoppetta Paris Provenienza: Gall. Nuova Bianchi d'Espinosa, Napoli; Gall Vittoria Colonna, Napoli; coll. privata Modena Bibliografia: Ottocento Italiano Vol. 2 1998-1999, Novara, Ed.De Agostini; L. Martorelli – R. Caputo, La Pittura italiana dell’Ottocento nelle collezioni private italiane. L’Ottocento Napoletano dalla veduta alla trasfigurazione del vero, Catalogo “Vittoria Colonna”, n.11, Napoli 2003, pp 94-95; R. Caputo, La Pittura napoletana del II Ottocento, Di Mauro Editore, Sorrento (NA) 2017, p.382

    Pittore della costiera amalfitana, allievo di Gaetano Capone e Giacomo Di Chirico, Pietro Scoppetta è oggi noto al grande pubblico specialmente per i numerosi schizzi di indubbio gusto europeo piuttosto che campano, disegni e dipinti realizzati con grande immediatezza ed una pennellata col tempo sempre più rapida nel corso dei frequenti viaggi all’estero dell’autore; complici la formazione romana ed un costante lavoro da grafico, lo stile di Scoppetta raggiunse piena maturazione col trasferimento a Parigi (centro culturale ed artistico dell’epoca), ove la produzione del nostro risulta a conti fatti accomunabile a certi esiti del conterraneo De Nittis e soprattutto alle opere del ferrarese Boldini; anche la tavolozza dell’artista andò via via semplificandosi, riducendosi ad un numero davvero ristretto di colori coi quali però egli riuscì a restituire un ventaglio assai vasto di gamme cromatiche. I soggetti, infine, si adeguarono come s’è accennato al gusto dell’alta borghesia del tempo, favorendo ambienti à la page e soprattutto raffinate ed ammiccanti modelle.
    L’opera proposta sintetizza perfettamente tutto quanto scritto finora, costituendo un ritorno ancora più sintetico di un soggetto già esplorato dall’autore, nonché da molti altri artisti di allora. Il Café de la Paix infatti, oggi monumento parigino ufficiale ma costruito nel 1862 come parte del rinnovamento haussmaniano dall’architetto Alfred Armand, integrato nell’omonimo Grand-Hôtel ed in pieno stile Napoleone III, fu presto meta della crème degli intellettuali e degli artisti locali ed internazionali, grazie anche alla sua posizione assai prossima all’Opéra Garnier. Set cinematografico di frequente, apparso addirittura nelle animazioni di Walt Disney, il Café fu oggetto come s’accennava di molti dipinti (generalmente impressionisti), fra i quali si distinguono quelli del russo Kostantin Korovin.

Estimate €30000 - €40000
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Informazione asta 20/05/2021 15:00